MIO
SET è un prodotto
di facile applicazione ed uso.
La sua azione è sull'apparato neuromuscolare e, quindi, su quello muscolo-scheletrico,
dapprima della bocca e, rapidamente, su tutto il corpo.
Il
vantaggio per lo sportivo è quello di ottimizzare il funzionamento dell'apparato
muscolo-scheletrico di tutto il corpo col risultato di aumentare il rilassamento
muscolare e impiegare meno forza per vincere la resistenza degli antagonisti.
Tutto ciò determina migliore coordinazione motoria e miglioramento delle prestazioni.
La decontrattura muscolare è una costante, per cui si avrà uno stretching passivo che condurrà in tempi brevissimi (negli atleti: da pochi minuti a 15-20 giorni) ad aumento della escursione articolare
L'aumento della escursione articolare porta ad una facilitazione del Gesto Atletico.
I muscoli Agonisti utilizzeranno meno forza per vincere la resistenza dei muscoli antagonisti con il risultato che potranno esprimere Maggiore Forza, Potenza, Resistenza assoluta.
La
sperimentazione con MIOSET
fatta su gruppi sportivi omogenei di vario livello (da squadre di calcio e di
atletica locali fino a gruppi di livello mondiale) ha dato aumenti di Forza,
Resistenza, Potenza, Lavoro del 20% su numeri statisticamente significativi con
punte individuali di aumento fino al 50%, il tutto dopo tempi anche brevi.
Le misure sono state effettuate con la macchina da isocinetica della Technogym
REV 9000.
Applicando
il MIO
SET, stimoliamo
i recettori di cui è ricchissimo l'apparato stomatognatico (denti, parodonto,
ossa, articolazioni, muscoli) e, tramite questi, andiamo ad interferire sul
sistema neuromuscolare legato all'equilibrio del corpo nello spazio.
La bocca può essere considerata una porta molto sofisticata e sensibile per
interferire nella programmazione neuromotoria di tutto l'organismo; come se
la bocca fosse la porta dei dischetti del computer e il cervello il computer
stesso.
Altre porte di entrata sono i piedi, la pelle, il sistema otovestibolare,
ecc.
La bocca è sicuramente la più sensibile (stessa sensibilità dei polpastrelli
delle mani) e, soprattutto, abbiamo notevoli ausili clinici e strumentali sia
diagnostici che operativi.
Il cervello usa la bocca come sistema di informazione e, quindi, anche di riprogrammazione
per l'equilibrio:
ogni volta che deglutiamo la saliva, chiudiamo i denti stimolando i recettori
e questo serve al cervello per sapere dov'è la bocca, quindi la testa e tutto
il corpo nello spazio.
Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altri distretti, servono
per programmare i muscoli e mantenere l'equilibrio.
Un soggetto in equilibrio statico ha i muscoli in tono (né
contratti né rilassati) bilanciato tra agonisti ed antagonisti.
Questo tono tiene compatto l'organismo che altrimenti si affloscerebbe
(immaginiamo di sollevare una persona svenuta: cade da tutte le parti).
La postura eretta avviene normalmente con un minimo dispendio energetico per
l'equilibrio tra agonisti ed antagonisti.
Ogni variazione di questo rapporto provoca maggior dispendio energetico e,
soprattutto, alcuni gruppi muscolari saranno contratti ed altri stirati.
L'effetto immediato è che ci si stanca a stare in piedi, ma spesso anche
seduti, e si assumono posizioni scomposte per detendere i muscoli contratti
(queste persone dormono in posizioni molto contorte per lo stesso motivo).
In tempi più o meno brevi varierà anche la postura e compariranno i sintomi da
contrattura non appena si esce dal range di equilibrio dell'organismo.
Il MIOSET non opera una correzione ma fa fare un esercizio propiocettivo che porta l'organismo a riequilibrarsi.
Una volta
inserito in bocca svincola l'apparato dalla abituale chiusura dei denti e, poiché
non è ancorato ai denti, manda informazioni sempre diverse al cervello, tramite
i recettori.
Poiché non è stabile, deve essere tenuto in posizione dalla coordinazione di
guance, lingua, labbra, ecc. e quindi la propiocezione della zona è sempre
all'erta.
Il cervello riceve treni di stimolazioni ed inizia a comandare i muscoli in
risposta: la neurofisiologia ci dice che il cervello apprende con un sistema di
biofeedback per cui risponde alle stimolazioni più frequenti tralasciando le
altre e analizza le risposte correggendosi via via.
In tempi più o meno brevi eseguirà dei movimenti dell'apparato stomatognatico
ottimali, influenzando rapidamente dapprima i sistemi contigui (cervicale,
apparato otovestibolare) e poi tutto il sistema neuromuscolare.
Il MIOSET all'inizio agisce quando lo si porta e cessa la sua azione quando si toglie, ben presto ha un effetto di accumulo per cui è efficace per sempre più tempo anche se non lo si porta.
E' un concetto di fisioterapia: faccio una seduta di fisioterapia, sto bene, dopo poco tempo mi tornano i sintomi, rifaccio la seduta e i sintomi tarderanno a tornare e così via fino a che mi basta per sempre oppure ho bisogno di uno o due brevi richiami l'anno.
Quindi il MIOSET lo si usa, si fa un accumulo, possono essere necessari uno o due richiami l'anno: non si è legati all'apparecchio, ma ad un suo uso corretto.
Il 60% della popolazione globale ha dei problemi all'apparato
stomatognatico tali da interferire su tutto il corpo, ovvero che richiede un
compenso da parte dell'organismo per sopperire ad una situazione odontoiatrica
non ottimale.
Mettendo il MIOSET
in bocca abbiamo una alta probabilità di andare a riequilibrare un sistema scompensato
anche con sintomi importanti come cefalea muscolotensiva e cervicalgia.
La soluzione tradizionale per i pazienti che hanno problemi è quella di un
apparecchio individuale che richiede molta competenza ed
attrezzature oltretutto poco diffuse e bisogna sostenere costi decisamente
elevati (alcuni milioni).
Da quanto detto finora si deduce che una variazione nella occlusione dentale
interferisce su tutto l'organismo e può farlo anche negativamente: si pensi
alle estrazioni dei denti senza rimpiazzarli o a lavori odontoiatrici incongrui
oppure ai paradenti preformati che si ammorbidiscono in acqua calda e si
adattano stringendoci i denti sopra.
Quest'ultimo caso riguarda soprattutto gli atleti; farsi un paradenti piantandoci i denti dentro equivale a dare all'organismo una occlusione sicuramente sbagliata che influenzerà negativamente il resto del corpo per cui una parte più o meno grande di attività muscolare sarà destinata a neutralizzare l'effetto negativo di questa variazione incongrua della occlusione con conseguente diminuzione della prestazione.
Vediamo perché:
MIOSET è stato sperimentato a lungo sugli sportivi sia dilettanti che campioni di livello mondiale in varie discipline (Pugilato, Calcio, Formula 1, Ciclismo, Atletica, Karatè, Pallavolo, Sci) e i risultati sono tutti per un riequilibrio, in nessun caso si sono avuti inconvenienti.
Deve
essere portato però in maniera corretta:
bisogna imparare a non stringere i denti sul MIOSET
volontariamente finché non diventa una azione spontanea.
Se si stringono i denti si può avere indolenzimento e, soprattutto, il MIOSET
si rompe rapidamente e non è più utilizzabile.
La velocità con cui agisce il MIOSET
dipende dalla integrità e dalla reattività del sistema neuromuscolare: quindi
è molto veloce sui giovani e nelle persone che fanno attività fisica.
Negli atleti, ancor più se giovani, si hanno variazioni importanti anche nei primi minuti di applicazione.
Costante è l'aumento
della escursione articolare
dovuta al maggior rilassamento muscolare.
L'aumento della espressione della Forza non è dovuto al fatto che abbiamo
creato forza ma al fatto che impieghiamo meno forza per fare lo stesso movimento
perché i muscoli antagonisti non sono contratti e quindi c'è facilitazione.
Tutti conoscono l'utilità di fare dello stretching, soprattutto dopo attività
fisica, per decontrarre la muscolatura, altrimenti diventa di ostacolo
all'attività stessa.
Altresì è opinione comune che esprime più forza un muscolo ben decontratto
rispetto ad uno gonfio, anche se più appariscente, da contrattura: la forza è
espressione di quantità di fibre muscolari che si riesce ad attivare e dipende
sia dalla psiche che dalle caratteristiche anatomiche del muscolo.
Col MIOSET si ottiene uno stretching passivo con risultati enormi in tempi brevissimi rispetto allo stretching tradizionale.
Il
riequilibrio di muscoli agonisti ed antagonisti, porta ad un riequilibrio
posturale sia antero-posteriore che destro-sinistro.
Spesso le alterazioni posturali o comunque le situazioni croniche di
contrattura, portano a rotazioni soprattutto del bacino nel tentativo di
compensare il calo di prestazione.
Ad
esempio: se il
quadricipite è impegnato a vincere la resistenza degli ischiocrurali contratti
e l'atleta deve esprimere forza come quando si tira un calcio ad un pallone,
allora il cervello ordina la rotazione del bacino per reclutare il gluteo, che
è un muscolo potentissimo, e consentire un calcio potente che sarà comunque
meno preciso.
Questo porta all'esecuzione del lavoro ma ad un cattivo utilizzo delle proprie
risorse con maggiore impegno di coordinazione motoria, che portano poi a
prestazioni scadenti soprattutto nell'agonismo non tanto nella espressione di
forza, quanto nella coordinazione motoria e quindi nella tecnica,
vera base del successo agonistico.
La coordinazione motoria è alla base del successo atletico; essa dipende dallo
schema motorio che ci si è costruiti nel cervello con l'allenamento, dalla
psiche e dalla situazione anatomica.
Lo schema motorio efficace deve essere il più semplice possibile; ogni necessità di compenso per un qualsiasi squilibrio (anche psichico o biochimico, come l'alimentazione) porta a schemi motori sempre più complessi che abbassano la coordinazione motoria.
Il corretto
rapporto tra agonisti ed antagonisti è, soprattutto, un fattore di
protezione delle articolazioni:
la stabilità articolare è in minima parte passiva, data dalle strutture
anatomiche (capsula, legamenti) e in massima parte attiva, data dal tono
muscolare e dal buon rapporto agonisti/antagonisti.
Nei soggetti sedentari c'è una ampia tolleranza anche perché si hanno scarse
sollecitazioni, salvo nelle performance delle vacanze dove aumenta a dismisura
il rischio infortuni.
Negli atleti il rapporto AG/AN dipende dal settore sportivo e dal ruolo.
Il rapporto quadricipite/ischiocrurali è del 50% normalmente e questo fa si che
una energica contrattura del quadricipite sia bilanciata da una sufficiente
opposizione degli ischiocrurali, altrimenti si scarica sul ginocchio.
Vialli sul REV 9000 Tecnogym (1992)
Si pensi alla caduta sugli sci con flessione della gamba: il quadricipite viene
reclutato al massimo e, se gli ischiocrurali non bilanciano efficacemente si ha
rottura dei legamenti crociati.
Da qui l'importanza della preparazione muscolare bilanciata soprattutto per
i dilettanti ed occasionali; MIOSETporta
al riequilibrio dei rapporti per cui la preparazione muscolare riesce facilitata.
Difatti la vita sedentaria porta ad utilizzare di più alcuni gruppi muscolari a
scapito di altri: il quadricipite più degli ischiocrurali, i muscoli dorsali più
di quelli addominali, i bicipiti più dei tricipiti, ecc.
Entro certi rapporti è normale, poi si creano squilibri e, anche quando si fa
preparazione atletica si tende a preparare i muscoli più forti perché è più
facile, aggravando lo squilibrio.
Nel caso di un ciclista avevamo una rotazione del bacino che lo portava ad
urtare col ginocchio contro la canna della bicicletta, quindi doveva utilizzare
della forza per non sbattere togliendola dal gesto atletico; la sola
riequilibratura della rotazione ha portato ad un aumento di forza presente da
sfruttare solo per l'agonismo.
Non ci sono controindicazioni assolute al MIO SET, l'unico limite è che devono essere presenti i denti (anche provvisori).
MIOSET deve appoggiare nella zona molare e premolare per cui deve esserci un appoggio anche non di tutti i denti.
E' fondamentale il modo in cui deve essere portato.
Bisogna
utilizzarlo per 15 gg. solo per imparare a portarlo (anche se la maggior parte
delle persone impara dopo pochi minuti).
Bisogna prendersi 30 minuti al giorno, mettersi rilassati col MIO
SET in bocca,
eventualmente ascoltare musica, non leggere, non guardare la televisione, ottimo
durante la guida dell'auto, e fare l'unico esercizio di non stringere i denti.
Sembra banale ma il MIO
SET invita a
piantarci i denti dentro perché è morbido, ma questo fa si che si crei
indolenzimento dentale, anche contratture, e che si rompa con la necessità di
acquistarne un altro.
La bocca deve rimanere leggermente aperta col MIO
SET tra i denti,
come si tocca bisogna riaprire leggermente.
E' consentito chiudere i denti sul MIO
SET solo quando si
deglutisce perché la forza esercitata sarà più fisiologica.
E' opportuno succhiare contemporaneamente una piccola caramella per indurre la
salivazione e quindi la deglutizione e per vincere il senso di nausea che
all'inizio dà il corpo estraneo in bocca.
Dopo essersi abituati basta portarlo 3-4 ore al giorno anche intervallate, ma
almeno di 30 minuti.
Se si notano dei segni di usura sul MI
OSET
o sono passati più di due mesi (è meglio cambiarlo) o non lo si è portato
correttamente e si è stretto i denti anche involontariamente, per cui bisogna
ricominciare ad addestrarsi volontariamente.
Se non lo si porta correttamente è inutile e, a volte anche dannoso.
Non esiste un presidio che o fa bene o non fa nulla: se può far bene può fare almeno altrettanto male se viene usata male .
C'è una categoria di persone dette Bruxisti
Dopo 3-6 mesi (comunque massimo un anno) si è fatto un accumulo sufficiente e si può interrompere facendo dei richiami periodici: in imminenza di gare, di situazioni stressanti o di super lavoro e nei cambi di stagione (primavera e autunno).
Durante la prestazione atletica non è molto agevole portarlo, ma nell'allenamento può essere portato con beneficio.
Nei soggetti in crescita condiziona lo sviluppo perché porta la colonna a curve più fisiologiche.
L'azione indiretta è poi sui dolori cervicali e sulla cefalea muscolotensiva.
Altro modo di utilizzarlo è come azione di stretching dopo l'allenamento in palestra per l'azione decontratturante e quindi rilassante.
Basta già portarlo mentre ci si cambia e si fa la doccia dopo l'allenamento in palestra ed agisce come la seduta di stretching che bisognerebbe fare a fine allenamento e che si tende a non fare perché nessuno ne ha più voglia.
Tutte queste sono le azioni muscolari, poi c'è tutto il campo della azione sulla componente della Articolazione Temporo-Mandibolare che è meglio riservare ai medici poiché occorrono maggiori competenze per gestirla: comunque l'uso del MIOSET
Tutti riescono a portarlo anche di notte mentre dormono; nel nostro caso non è necessario ma è possibile.
Non bisogna portarlo di notte se i riflessi sono inibiti come nel caso di chi ingerisce alcolici, tranquillanti maggiori, droghe; nel sonno se si dovesse spostare viene subito sputato per riflesso (come il ciuccio nei neonati)
Portando il MI OSET
La sperimentazione è stata fatta all'inizio solo sugli atleti perché sono i soggetti più sani e i dati sono i più attendibili.
Spesso si obietta : come fa a stare fermo .
Primo si trova in uno spazio che normalmente è chiuso: sotto e sopra ha i denti, ai lati le guance, dentro la lingua, avanti le labbra, dietro la branca montante della mandibola. Secondo è come avere in bocca due caramelle contemporaneamente, tutti riescono a mantenerle in bocca e a parlare senza sputarle in faccia a chi è di fronte solo grazie alla coordinazione motoria e spesso senza neanche allenarsi.
Gotti sul REV 9000 Tecnogym (1992)