Vialli con prototipo (1993)

 

MIO SET è un prodotto di facile applicazione ed uso.
 La sua azione è sull'apparato neuromuscolare e, quindi, su quello muscolo-scheletrico, dapprima della bocca e, rapidamente, su tutto il corpo.
Il vantaggio per lo sportivo è quello di ottimizzare il funzionamento dell'apparato muscolo-scheletrico di tutto il corpo col risultato di aumentare il rilassamento muscolare e impiegare meno forza per vincere la resistenza degli antagonisti.

Tutto ciò determina migliore coordinazione motoria e miglioramento delle prestazioni.

La decontrattura muscolare è una costante, per cui si avrà uno stretching passivo che condurrà in tempi brevissimi (negli atleti: da pochi minuti a 15-20 giorni) ad aumento della escursione articolare

passiva e attiva di tutti i distretti.

L'aumento della escursione articolare porta ad una facilitazione del Gesto Atletico.

I muscoli Agonisti utilizzeranno meno forza per vincere la resistenza dei muscoli antagonisti con il risultato che potranno esprimere Maggiore Forza, Potenza, Resistenza assoluta.

La sperimentazione con MIOSET fatta su gruppi sportivi omogenei di vario livello (da squadre di calcio e di atletica locali fino a gruppi di livello mondiale) ha dato aumenti di Forza, Resistenza, Potenza, Lavoro del 20% su numeri statisticamente significativi con punte individuali di aumento fino al 50%, il tutto dopo tempi anche brevi.
Le misure sono state effettuate con la macchina da isocinetica della
Technogym REV 9000.

Applicando il MIO SET, stimoliamo i recettori di cui è ricchissimo l'apparato stomatognatico (denti, parodonto, ossa, articolazioni, muscoli) e, tramite questi, andiamo ad interferire sul sistema neuromuscolare legato all'equilibrio del corpo nello spazio.
La bocca può essere considerata una porta molto sofisticata e sensibile per interferire nella programmazione neuromotoria di tutto l'organismo; come se la bocca fosse la porta dei dischetti del computer e il cervello il computer stesso.
Altre porte di entrata sono  i piedi, la pelle, il sistema otovestibolare, ecc.
La bocca è sicuramente la più sensibile (stessa sensibilità dei polpastrelli delle mani) e, soprattutto, abbiamo notevoli ausili clinici e strumentali sia diagnostici che operativi.
Il cervello usa la bocca come sistema di informazione e, quindi, anche di riprogrammazione per
l'equilibrio: ogni volta che deglutiamo la saliva, chiudiamo i denti  stimolando i recettori e questo serve al cervello per sapere dov'è la bocca, quindi la testa e tutto il corpo nello spazio.
Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altri distretti, servono per programmare i muscoli e mantenere l'equilibrio.

Un soggetto in equilibrio statico ha i muscoli in tono (né contratti né rilassati) bilanciato tra agonisti ed antagonisti.
Questo tono tiene compatto l'organismo che altrimenti si affloscerebbe (immaginiamo di sollevare una persona svenuta: cade da tutte le parti).
La postura eretta avviene normalmente con un minimo dispendio energetico per l'equilibrio tra agonisti ed antagonisti.
Ogni variazione di questo rapporto provoca maggior dispendio energetico e, soprattutto, alcuni gruppi muscolari saranno contratti ed altri stirati.
L'effetto immediato è che ci si stanca a stare in piedi, ma spesso anche seduti, e si assumono posizioni scomposte per detendere i muscoli contratti (queste persone dormono in posizioni molto contorte per lo stesso motivo).
In tempi più o meno brevi varierà anche la postura e compariranno i sintomi da contrattura non appena si esce dal range di equilibrio dell'organismo.
 

Il MIOSET non opera una correzione ma fa fare un esercizio propiocettivo che porta l'organismo a riequilibrarsi.

Una volta inserito in bocca svincola l'apparato dalla abituale chiusura dei denti e, poiché non è ancorato ai denti, manda informazioni sempre diverse al cervello, tramite i recettori.
Poiché non è stabile, deve essere tenuto in posizione dalla coordinazione di guance, lingua, labbra, ecc. e quindi la propiocezione della zona è sempre all'erta.
Il cervello riceve treni di stimolazioni ed inizia a comandare i muscoli in risposta: la neurofisiologia ci dice che il cervello apprende con un sistema di biofeedback per cui risponde alle stimolazioni più frequenti tralasciando le altre e analizza le risposte correggendosi via via.
In tempi più o meno brevi eseguirà dei movimenti dell'apparato stomatognatico ottimali, influenzando rapidamente dapprima i sistemi contigui (cervicale, apparato otovestibolare) e poi tutto il sistema neuromuscolare.

Il MIOSET all'inizio agisce quando lo si porta e cessa la sua azione quando si toglie, ben presto ha un effetto di accumulo per cui è efficace per sempre più tempo anche se non lo si porta.

E' un concetto di fisioterapia: faccio una seduta di fisioterapia, sto bene, dopo poco tempo mi tornano i sintomi, rifaccio la seduta e i sintomi tarderanno a tornare e così via fino a che mi basta per sempre oppure ho bisogno di uno o due brevi richiami l'anno.

Quindi il MIOSET lo si usa, si fa un accumulo, possono essere necessari uno o due richiami l'anno: non si è legati all'apparecchio, ma ad un suo uso corretto.

Il 60% della popolazione globale ha dei problemi all'apparato stomatognatico tali da interferire su tutto il corpo, ovvero che richiede un compenso da parte dell'organismo per sopperire ad una situazione odontoiatrica non ottimale.
Mettendo il MIOSET in bocca abbiamo una alta probabilità di andare a riequilibrare un sistema scompensato anche con sintomi importanti come cefalea muscolotensiva e cervicalgia.
La soluzione tradizionale per i pazienti che hanno problemi è quella di un apparecchio individuale che   richiede molta competenza ed attrezzature oltretutto poco diffuse e bisogna sostenere costi decisamente elevati (alcuni milioni).
Da quanto detto finora si deduce che una variazione nella occlusione dentale interferisce su tutto l'organismo e può farlo anche negativamente: si pensi alle estrazioni dei denti senza rimpiazzarli o a lavori odontoiatrici incongrui oppure ai paradenti preformati che si ammorbidiscono in acqua calda e si adattano stringendoci i denti sopra.

Quest'ultimo caso riguarda soprattutto gli atleti; farsi un paradenti piantandoci i denti dentro equivale a dare all'organismo una occlusione sicuramente sbagliata che influenzerà negativamente il resto del corpo per cui una parte più o meno grande di attività muscolare sarà destinata a neutralizzare l'effetto negativo di questa variazione incongrua della occlusione con conseguente diminuzione della prestazione.

Vediamo perché:

MIOSET è stato sperimentato a lungo sugli sportivi sia dilettanti che campioni di livello mondiale in varie discipline (Pugilato, Calcio, Formula 1, Ciclismo, Atletica, Karatè, Pallavolo, Sci) e i risultati sono tutti per un riequilibrio, in nessun caso si sono avuti inconvenienti.

Deve essere portato però in maniera corretta: bisogna imparare a non stringere i denti sul MIOSET volontariamente finché non diventa una azione spontanea. 
Se si stringono i denti si può avere indolenzimento e, soprattutto, il
MIOSET si rompe rapidamente e non è più utilizzabile.
La velocità con cui agisce il
MIOSET dipende dalla integrità e dalla reattività del sistema neuromuscolare: quindi è molto veloce sui giovani e nelle persone che fanno attività fisica.

Negli atleti, ancor più se giovani, si hanno variazioni importanti anche nei primi minuti di applicazione.

   

Costante è l'aumento della escursione articolare dovuta al maggior rilassamento muscolare.
L'aumento della espressione della Forza non è dovuto al fatto che abbiamo creato forza ma al fatto che impieghiamo meno forza per fare lo stesso movimento perché i muscoli antagonisti non sono contratti e quindi c'è facilitazione.
Tutti conoscono l'utilità di fare dello stretching, soprattutto dopo attività fisica, per decontrarre la muscolatura, altrimenti diventa di ostacolo all'attività stessa.
Altresì è opinione comune che esprime più forza un muscolo ben decontratto rispetto ad uno gonfio, anche se più appariscente, da contrattura: la forza è espressione di quantità di fibre muscolari che si riesce ad attivare e dipende sia dalla psiche che dalle caratteristiche anatomiche del muscolo.

Col MIOSET si ottiene uno stretching passivo con risultati enormi in tempi brevissimi rispetto allo stretching tradizionale.

Il riequilibrio di muscoli agonisti ed antagonisti, porta ad un riequilibrio posturale sia antero-posteriore che destro-sinistro.
Spesso le alterazioni posturali o comunque le situazioni croniche di contrattura, portano a rotazioni soprattutto del bacino nel tentativo di compensare il calo di prestazione.
Ad esempio: se il quadricipite è impegnato a vincere la resistenza degli ischiocrurali contratti e l'atleta deve esprimere forza come quando si tira un calcio ad un pallone, allora il cervello ordina la rotazione del bacino per reclutare il gluteo, che è un muscolo potentissimo, e consentire un calcio potente che sarà comunque meno preciso.
Questo porta all'esecuzione del lavoro ma ad un cattivo utilizzo delle proprie risorse con maggiore impegno di coordinazione motoria, che portano poi a prestazioni scadenti soprattutto nell'agonismo non tanto nella espressione di forza, quanto nella coordinazione motoria e quindi nella
tecnica, vera base del successo agonistico.
La coordinazione motoria è alla base del successo atletico; essa dipende dallo schema motorio che ci si è costruiti nel cervello con l'allenamento, dalla psiche e dalla situazione anatomica.

Lo schema motorio efficace deve essere il più semplice possibile; ogni necessità di compenso per un qualsiasi squilibrio (anche psichico o biochimico, come l'alimentazione) porta a schemi motori sempre più complessi che abbassano la coordinazione motoria.

Il corretto rapporto tra agonisti ed antagonisti è, soprattutto, un fattore di protezione delle articolazioni: la stabilità articolare è in minima parte passiva, data dalle strutture anatomiche (capsula, legamenti) e in massima parte attiva, data dal tono muscolare e dal buon rapporto agonisti/antagonisti.
Nei soggetti sedentari c'è una ampia tolleranza anche perché si hanno scarse sollecitazioni, salvo nelle performance delle vacanze dove aumenta a dismisura il rischio infortuni.
Negli atleti il rapporto AG/AN dipende dal settore sportivo e dal ruolo.
Il rapporto quadricipite/ischiocrurali è del 50% normalmente e questo fa si che una energica contrattura del quadricipite sia bilanciata da una sufficiente opposizione degli ischiocrurali, altrimenti si scarica sul ginocchio.

Vialli sul REV 9000 Tecnogym (1992)
Si pensi alla caduta sugli sci con flessione della gamba: il quadricipite viene reclutato al massimo e, se gli ischiocrurali non bilanciano efficacemente si ha rottura dei legamenti crociati.
Da qui l'importanza della preparazione muscolare bilanciata soprattutto per i dilettanti ed occasionali;
MIOSETporta al riequilibrio dei rapporti per cui la preparazione muscolare riesce facilitata.
Difatti la vita sedentaria porta ad utilizzare di più alcuni gruppi muscolari a scapito di altri: il quadricipite più degli ischiocrurali, i muscoli dorsali più di quelli addominali, i bicipiti più dei tricipiti, ecc.
Entro certi rapporti è normale, poi si creano squilibri e, anche quando si fa preparazione atletica si tende a preparare i muscoli più forti perché è più facile, aggravando lo squilibrio.
Nel caso di un ciclista avevamo una rotazione del bacino che lo portava ad urtare col ginocchio contro la canna della bicicletta, quindi doveva utilizzare della forza per non sbattere togliendola dal gesto atletico; la sola riequilibratura della rotazione ha portato ad un aumento di forza presente da sfruttare solo per l'agonismo.

Non ci sono controindicazioni assolute al MIO SET, l'unico limite è che devono essere presenti i denti (anche provvisori).

MIOSET deve appoggiare nella zona molare e premolare per cui deve esserci un appoggio anche non di tutti i denti.

E' fondamentale il modo in cui deve essere portato.

Bisogna utilizzarlo per 15 gg. solo per imparare a portarlo (anche se la maggior parte delle persone impara dopo pochi minuti).
Bisogna prendersi 30 minuti al giorno, mettersi rilassati col
MIO SET in bocca, eventualmente ascoltare musica, non leggere, non guardare la televisione, ottimo durante la guida dell'auto, e fare l'unico esercizio di non stringere i denti.
Sembra banale ma il
MIO SET invita a piantarci i denti dentro perché è morbido, ma questo fa si che si crei indolenzimento dentale, anche contratture, e che si rompa con la necessità di acquistarne un altro.
La bocca deve rimanere leggermente aperta col
MIO SET tra i denti, come si tocca  bisogna riaprire leggermente.
E' consentito chiudere i denti sul
MIO SET solo quando si deglutisce perché la forza esercitata sarà più fisiologica.
E' opportuno succhiare contemporaneamente una piccola caramella per indurre la salivazione e quindi la deglutizione e per vincere il senso di nausea che all'inizio dà il corpo estraneo in bocca.
Dopo essersi abituati basta portarlo 3-4 ore al giorno anche intervallate, ma almeno di 30 minuti.
Se si notano dei segni di usura sul
MI OSET o sono passati più di due mesi (è meglio cambiarlo) o non lo si è portato correttamente e si è stretto i denti anche involontariamente, per cui bisogna ricominciare ad addestrarsi volontariamente.
Se non lo si porta correttamente è inutile e, a volte anche dannoso.

Non esiste un presidio che o fa bene o non fa nulla: se può far bene può fare almeno altrettanto male se viene usata male .

C'è una categoria di persone dette Bruxisti

che digrignano abitualmente i denti e non riescono a controllarsi neanche con la volontà, per loro c'è una versione apposta.

Dopo 3-6 mesi (comunque massimo un anno) si è fatto un accumulo sufficiente e si può interrompere facendo dei richiami periodici: in imminenza di gare, di situazioni stressanti o di super lavoro e nei cambi di stagione (primavera e autunno).

Durante la prestazione atletica non è molto agevole portarlo, ma nell'allenamento può essere portato con beneficio.

Nei soggetti in crescita condiziona lo sviluppo perché porta la colonna a curve più fisiologiche.

L'azione indiretta è poi sui dolori cervicali e sulla cefalea muscolotensiva.

Altro modo di utilizzarlo è come azione di stretching dopo l'allenamento in palestra per l'azione decontratturante e quindi rilassante.

Basta già portarlo mentre ci si cambia e si fa la doccia dopo l'allenamento in palestra ed agisce come la seduta di stretching che bisognerebbe fare a fine allenamento e che si tende a non fare perché nessuno ne ha più voglia.

Tutte queste sono le azioni muscolari, poi c'è tutto il campo della azione sulla componente della Articolazione Temporo-Mandibolare che è meglio riservare ai medici poiché occorrono maggiori competenze per gestirla: comunque l'uso del MIOSET

come abbiamo detto ha una influenza positiva anche sulla componente articolare ma di minore portata (per essere efficace bisogna fare la diagnosi,  portarlo 24 ore su 24 e poi bisogna essere in grado di valutare l'andamento, per cui è un atto medico).

Tutti riescono a portarlo anche di notte mentre dormono; nel nostro caso non è necessario ma è possibile.

Non bisogna portarlo di notte se i riflessi sono inibiti come nel caso di chi ingerisce alcolici, tranquillanti maggiori, droghe; nel sonno se si dovesse spostare viene subito sputato per riflesso (come il ciuccio nei neonati)

Portando il MI OSET

si induce un rilassamento che può portare anche ad addormentarsi, attenzione durante la guida.

La sperimentazione è stata fatta all'inizio solo sugli atleti perché sono i soggetti più sani e i dati sono i più attendibili.

Spesso si obietta : come fa a stare fermo .

Primo si trova in uno spazio che normalmente è chiuso: sotto e sopra ha i denti, ai lati le guance, dentro la lingua, avanti le labbra, dietro la branca montante della mandibola. Secondo è come avere in bocca due caramelle contemporaneamente, tutti riescono a mantenerle in bocca e a parlare senza sputarle in faccia a chi è di fronte solo grazie alla coordinazione motoria e spesso senza neanche allenarsi.

   Gotti sul REV 9000 Tecnogym (1992)

 

 

 

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